Se McGyver fosse reale, avrebbe gli occhi a mandorla!

10 11 2008

Non sono in una fase di delirio post lavoro, ma stavo pensando alle due giornate appena trascorse. Sono stato fuori Ferrara per distrarmi un po’ e per non vedere alcune persone.

Quando viaggio amo e desidero avere tutto in ordine, la valigia viene fatta con metodo e con precisione, tutto ci deve stare e tutto non deve sbattere all’interno dello stesso involucro. Porto sempre delle scarpe e sempre dei jeans, oltre a camicie e t-shirt.

Il mio beauty è un sacchetto con scompartimenti, l’ho comprato da Muji anni fa’ e tutto sta al suo interno con ordine: profumi e creme, shampoo e doccia schiuma, dentifricio. Non ho portato però l’intera confezione di shampoo o doccia schiuma ma solo 100 ml. Ho fatto un piccolo travaso nei piccoli dosatori che compongono il Travel Beauty di Muji.

Tutti i miei appunti di viaggio sono stati scritti su un block notes total black, sempre acquistato da Muji e con una penna dall’involucro trasparente, regalatami da Enzo, suo acquisto da Muji.

Ho viaggiato in treno e quindi non potendo lavarmi le mani ho utilizzato lo spray per disinfettare di Muji….e ho conosciuto una ragazza a cui ho proposto in intimità un massaggio, avevo anche gli olii per il corpo di Muji.

Il resto ve lo lascio immaginare…

Stamattina mi sveglio presto, grazie a Marco, ed esco di casa, faceva freddino ma non da berretto di lana, ma con qualcosa dovevo pur coprirmi, e quindi ho indossato il mio berretto Muji in cotone doubleface.

Tirando le somme di queste ultime 48 ore, se non avessi avuto con me prodotti Muji tante delle soluzioni sopraelencate sarebbero state un problema.

muji





VNGRD Milano

9 01 2008

Sono giovani, hanno stile, conoscono l’underground milanese, hanno voglia di creare senza fermarsi soltanto al lavoro artigianale.
Ricercano forme, colori, design, materiali e unicità del prodotto.
Praticamente possiedono tante risorse quanti i tentacoli di un Octopus!!!
Parliamo dei VNGRD di Milano.

VNGRD oppure vanguard è stata definita una strategia di movimento, che tende ad orientare la sua ideologia di far moda verso una direzione coerente al contesto. Questa label crede nel movimento dell’arte senza riprendere o ripetere stessi stili.

Loro sono un gruppo di ragazzi che studia l’underground cittadino: disegnano e producono tutte le loro collezioni in Italia.
I loro articoli: t-shirt, polo, felpe e pantaloni hanno un design particolare e hanno grande vestibilità.
Questa fashion label milanese ha messo in rete il suo personalissimo Store e poi grazie a Slam Jam è riuscita a fare breccia su particolari utenze di ragazzi che ammirano questo tipo di ricercatezza su un capo di vestiario.
Le idee sono moltissime e tante anche le loro realizzazioni.
La felpa Octopus è quella forse più riuscita a mio parere, perché più suggestiva come idea, immaginate di prendere un Polpo e mettervelo in testa come un cappuccio.
Invece la più commercializzabile, la felpa Sad Smile (lo smile storico al contrario) che possiede delle tasche proprio in prossimità dell’arriccio della bocca.

Personalmente ho fatto incetta da Slam Jam di Felpe e T-shirt di questo marchio.

Giorgio, un vostro ammiratore

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Estate 2007 “New Style vs. Old Style”

9 07 2007

L’estate 2007 è già nel vivo e lo sarà ancora di più quando io sarò steso in spiaggia a prendere il sole, ovvero fra 10 giorni.
Ho fatto un giro per il centro di Bologna questo sabato pomeriggio, il 07.07.2007, ed era giorno di inizio saldi.
Inizierei con affermare che le donne in periodo di saldi diventano: isteriche, violente, disordinate, volgari e cattive.
Entrare in Mega Store come Zara ed H&M era come entrare in un campo minato, pieno di donne e ragazze che arraffavano tutto il possibile. Rigorosamente tutto l’abbigliamento in saldo era soggetto vandalizzazione femminile.

Poi negli stessi negozi salivi ai piani superiori dove di solito c’è il reparto maschile e noti come i manichini siano ancora in piedi, come gli scaffali poco in disordine e come i commessi abbiano il volto più rilassato.
I colori più in voga per l’estate 2007 sono i colori tenui, c’è molto colore e quasi l’abbandono del nero. Bianco, verde, viola, marroncino tutti i colori rigorosamente pastello. Anche il rosa, colore degli anni passati, sembra aver virato dalle tinte più accese e fluò a tinte più delicate come lo stesso rosa antico.
Sarà l’estate dei gadgets in spiaggia: il telo coordinato al costume per una mimetizzazione completa e camaleontica (sperando che nessuno schiacci i “Maroni” ad altri), cuscini con casse audio istallate all’interno per un buon ascolto di musica senza il fastidio di auricolari, i porta cellulari o porta iPod tutti colorati e griffati con nuovi marchi in ascesa (Zoo York, Box Fresh, Triple5, Skunk Funk).

Ormai le grandi firme stanno sempre più abbandonando il range dei ragazzi under 25, che mirano sempre più a fare shopping total look con pochi soldi.
Verrà creata un’ IKEA per l’abbigliamento giovanile, credo sia fattibile e conveniente.
Torna un Must degli anni 50 anche fra i ventenni del 2007, la famosissima “Paglietta” in spiaggia, oggetto di culto dei nostri genitori e nonni. Nella borsa in spiaggia verranno portati sempre più oggetti di tecnologia e l’orologio sarà rigorosamente digitale, come Altanus, ODM e Fossil Starck.
Le righe orizzontali dopo le regate della Louis Vuitton Cup saranno quasi un obbligo per essere trendy. Ma anche righe verticali saranno ben accette purchè riprendano vecchi loghi o strutture di tessuto del passato.
Ricordate tutti la “Brandina”???
Un comodissimo lettino da spiaggia che aveva in “Brandina” non solo il nome ma anche il marchio. Un giovane imprenditore romagnolo ha ripreso tutte le grafiche degli storici lettini da spiaggia e le ha utilizzate per creare una linea di borse che a parere mio meritano un 10 e lode. Personalmente mi fanno ricordare vecchie immagini di me bambino in spiaggia alla Pietra Cervara a Rocca Imperiale.

I tessuti naturali e tutti i materiali eco compatibili saranno ai primi posti negli acquisti, è solo l’inizio ma penso che nel giro di un paio d’anni saranno i tessuti più comuni che si vedranno addosso alle persone in tutto il mondo.
Dai Nippon ci arriva di riflesso la moda dell’Ice Cup, ovvero il famoso cappellino di lana invernale reinventato per la stagione estiva con materiali freschi e motivi davvero colorati. Usato dai ragazzi Giapponesi per coprire il capo la mattina dopo una lunga nottata in discoteca a ballare.
I locali saranno sempre più impostati su una sola impronta, ovvero una netta divisione fra locali con House Music e No House Music. La spiaggia e la riva del mare farà da padrona tutte le sere o quasi mentre il sabato sera saranno i grandi club all’aperto che la faranno da padrona con continue evoluzioni sulla scelta di alcolici e bevande.

Adesso vi auguro solo Buona Estate a tutti!!!

ZooYork + Altanus

Porta iPod Zoo York + Altanus Clock





Agricoltori e Pescatori nuovi Guru della Moda!!!!

1 06 2007

Da giorni volevo parlare di questo argomento e solo oggi riesco a trovare il tempo per scrivere qualche parola in merito.
La moda prende sempre spunto dal mondo comune.Tutti gli stilisti affermano che i loro maggiori spunti arrivano per strada, magari passeggiando per le vie del centro oppure passeggiando per le campagne, in una delle loro vacanze di relax.
La settimana scorsa passeggiando per Bologna, Via Indipendenza mi accorgo di una vetrina. In  questa vi erano due manichini vestiti interamente con abiti ed accessori John Deere.
Per chi non lo sapesse il sig. John Deere è uno storico produttore di mezzi a motore per Agricoltura come il sig. Landini. Ovvero in parole spicciole ha un’azienda di produzioni di Trattori per lavorare i campi.
In principio se non sbaglio fu Lapo Elkann che per fare un restyling del marchio FIAT ha deciso di investire nell’abbigliamento creando una linea di moda (felpe, t-shirt, accessori vari) legati al marchio FIAT. Dopo Lapo tutti si sono lanciati in questo business che ha stranamente anche reso i suoi frutti in fatto di soldi.
Un felpa FIAT viene a costare quasi 200 €, una polo dello stesso marchio 120 €.
Ciò non vuol dire che Lapo Elkann abbia chiuso uno stabilimento Fiat Auto per mettere al suo interno un’azienda tessile, ma si è solo chiesto se le persone avrebbero apprezzato o meno la sua idea. Il tempo ha dato ragione a lui, perché ogni cosa che ha successo ha il suo clone.
Lapo si è appoggiato alla Hydrogen per la produzione tessile del prodotto, i cloni invece alle aziende cinesi.
“Oggi il parametro per decidere se qualcosa è di successo o meno è la quantità di copie false o vero simili che ci sono in giro”

Negozi della patria Cina, bancarelle nei mercati ed ambulanti (pronti allo scatto in vista di uomini in divisa).
Dopo aver sdoganato il marchio Fiat, Lapo ha pensato bene di allargare il suo bacino d’utenza a tutti i marchi del gruppo Fiat Auto e quindi a grappolo sono venute fuori felpe e t-shirt della Lancia, Alfa Romeo, Abarth.
Dopo le auto ecco le barche della Louis Vuitton Cup.
Alinghi grazie a North Sails, Luna Rossa grazie a Prada, Mascalzone Latino grazie a Kappa hanno creato un impero dell’abbigliamento sull’onda e sul fascino della competizione sportiva ormai arrivata in questi giorni alla fase finale.
Questo facendo una riflessione mi sembra comprensibile, ovvero grandi case automobilistiche e costosi team di navigazione creano la loro linea di abbigliamento per sdoganare non solo il marchio ma anche creare un giro di denaro con la vendita del loro personale merchandising. Come del resto accade da anni con le squadre di calcio del nostro campionato.
I prezzi di questo tipo di abbigliamento sono molto alti e quindi si è mirato ad un bacino d’utenza di possibili acquirenti non proprio nella media.
Da qui nasce la mia riflessione.

Sono state sdoganate le auto, le barche e adesso???

Adesso tocca a Trattori e Pescatori.
Infatti visto che il mercato è in continua espansione e che la sua evoluzione è così rapida da creare sempre nuove forme di guadagno ecco che aitanti imprenditori hanno pensato bene di sdoganare il marchio John Deere e il marchio della Cooperativa Pescatori Posillipo.
Finalmente due marchi che fino a ieri hanno vissuto solo con gente non proprio ricca, non proprio da shopping in Via della Spiga a Milano.
Il primo ovvero John Deere (di cui da anni possiedo un trucker hat) ha mosso solo adesso i primi passi nel mercato italiano. Il nostro “Giovanni Cervo” era conosciuto e molto apprezzato nel mondo degli agricoltori locali e mondiali grazie ai suoi mezzi di sicuro ed ottimo utilizzo.
Il secondo marchio è già presente da mesi nelle vetrine dei negozi italiani e presente in varie pubblicità su carta patinata come Class, Capital, Gentlman. A differenza del primo sopraelencato (J.D.) questo marchio nasce dall’umiltà dei pescatori ma di umile nelle vendite al dettaglio non ha nulla. I prezzi non sono alti come Fiat ma galleggiano sopra la media.

E adesso cosa accadrà???

Vedremo passeggiare per strada persone con felpe e t-shirt della Ricambistica Estense, Mulino Bianco, Landini o Same, Frantoio Nardelli o Cereali Ciminelli.

PS.
Mi scuso con Vespa Italia e Lambretta per non aver citato i vostri marchi, e mi limito a dare un consiglio a chi volesse spendere 20 € per comprare un Trucker Hat della John Deere, siete pazzi fate come me.
Andate in un negozio di trattori o alla confagricoltori e lì ve li regalano, tanto non sanno che farci!!!

John Deere Trucker Hat





Beppe Riboli “l’ArchiStar”

20 04 2007

Eccomi di nuovo qui, nel mio precedente post avevo detto che avrei parlato di Beppe Riboli e così farò in questo mio micro spazio web.
Prima di iniziare devo fare una piccola premessa.
Ogni mese acquisto un discreto quantitativo di stampa, ovvero Mensili, Settimanali e ho sottoscritto da tempo diversi abbonamenti.
Mensilmente leggo XL di Repubblica, GQ, Maxim, Max, Trend, Panorama e Corriere della Sera Magazine.
Forse ne acquisto anche di più, ma adesso mi sfuggono gli altri titoli.
Proprio in una delle mie letture mi sono fermato a leggere una bellissima intervista all’Architetto Beppe Riboli, definito anche “volgarmente” l’ArchiStar.
Questa settimana a Milano è iniziato il Salone del Mobile, e proprio l’Arch. Riboli è uno dei tanti protagonisti. Ai più questo nome non dirà nulla, ma a chi come me ha creato il proprio interesse sull’architettura nella progettazione di Bar, Ristoranti e Locali da Ballo, il nome Riboli deve dire per forza di cose qualcosa.

Beppe Riboli è il Fashion Designer di Locali Notturni più famoso ed importante degli ultimi anni, pluripremiato ai Bybloscar ed eletto per 4 volte come miglior progettista di Discoteche.
Ha firmato progetti di ville, hotel, discoteche, bar, scuole, villaggi turistici, centri commerciali e interni vari.
La sua filosofia si basa sulla ricercatezza di originali Concept Architettonici.
Dal 1999 al 2001 è stato collaboratore di Oliviero Toscani e Capo Dipartimento a Fabbrica, e nel 2004 è stato docente al Master di Naba a Milano.
Obiettivo: illustrare la filosofia della Night Life e quindi dedurre da ciò la progettazione.

Il 2007 per Beppe Riboli è un anno speciale, ovvero sono vent’anni dalla progettazione e realizzazione dei suoi primi Club, a Crema (ORADIVETRO) e Montichiari (CAPOVOLTO). Nel 1997 visti i successi ottenuti con i Club, ha potuto realizzare su commissione BENETTON il Negozio Monomarca in Piazza San Babila a Milano.

La mia stima per l’Architetto Beppe Riboli sta anche nel fatto che lui sia un Architetto che in fase di progettazione segue l’iter classico, ovvero stupendi schizzi a matita colorati.
Vi consiglio non solo di visitare il suo Sito Internet,

http://www.bepperiboli.com/

ma anche di acquistare il numero di Trend in edicola ad Aprile, dove si parla di Nightlife, Light Design e mondo notturno dei Club riferito al sociale e alla progettazione. Ci sono delle foto bellissime di locali notturni tra cui le foto del Nuclè uno stupendo locale ad Altamura (BA).





BASSOPROFILO

19 04 2007

Buongiorno a tutti,
sono le ore 14 del 19 Aprile e mi sono accorto che era mio dovere aggiornare il mio blog. Ci sono diverse cose di cui parlare ma devo fare in primis un plauso a tutti i miei visitatori, un sincero Grazie di cuore per gli utenti della Blogosfera che giornalmente vengono a leggere quanto scrivo sul mio piccolo spazio web.
Andando con ordine cronologico o quasi, vi devo aggiornare sulle ultime news accadute a me e sulle ultime tendenze che stanno venendo fuori in prossimità dell’estate.

Durante le vacanze Pasquali sono stato a casa dei miei genitori in Calabria, per me ovviamente è sempre un ritorno al passato e alle sane abitudini.
Seguitamente, a queste brevi vacanze, sono stato qualche giorno a Roma nella ormai famosa Residenza Corvisieri 3.
Io, Gabriele ed Enzo abbiamo redatto un piano di esecuzione per il Concorso di Idee che dovremmo consegnare a giorni, e redatto una strategia di lavoro volante, ovvero veloce ed efficace, dati gli impegni vari di ognuno di noi.
Ritornato a Ferrara mi sono dedicato al Progetto Fotografico BASSOPROFILO.
Bassoprofilo è il tema che la Facoltà di Architettura di Ferrara ha dato alla giornata delle arti e quindi ai relativi vari corsi, workshop e concorsi interfacoltà.
Il concorso fotografico si basava sull’esecuzione materiale di 24 foto in 24 ore.
L’iter logico da me seguito è quello ormai consueto da qualche tempo di mettere in risalto l’artigianato, ed in particolare in questo caso specifico al concorso, l’artigianato locale Ferrarese.
Ho preso nella mia analisi solo un caso studio, ovvero gli artisti e gli artigiani di via Saraceno a Ferrara.
Forse per densità di attività concentrate può essere definita la via degli artigiani, ed io ho dato come titolo al mio personale lavoro, le Mani Saracene.
Ho conosciuto in questa mattinata di lavoro, diverse persone di diversa provenienza. Una pittrice Iraniana, due ceramiste locali, un artigiana di gioielli Egiziana, un calzolaio di Foggia, tre signore ferraresi che lavoravano la pasta fresca ed un giovane ferrarese ed il suo cane Pepe, libraio.
Ho scoperto parlando con loro che stare nelle loro piccole botteghe è piacevole quando in pochi metri quadri puoi realizzare tanti piccoli sogni.
Ho focalizzato il mio lavoro sulle mani di queste persone, più o meno rovinate ed usurate dal lavoro, ma comunque modellate dalla passione.
Nel pomeriggio ho consegnato il mio lavoro ad Elio, che mi ha dimostrato subito la sua curiosità.
Vedremo come andrà la valutazione della giuria.

Cambiamo argomento e parliamo adesso del mio precedente post sulle tendenze Must Have!!!
Non so se era chiaro ma nel mio post c’era della polemica, perché tendenza non vuol dire per forza “Obbligo a possedere” ma solo che “Mercato ed Acquirenti” puntano sulla stessa linea guida.
Quindi Felpe con Stelle, t-shirt stellate, canotte stellose sono di tendenza perché i possibili acquirenti richiedono questo tipo di abbigliamento, ma non per forza siamo obbligati a mettere alla gogna tutte le persone che non acquistano questo capo di abbigliamento. La tendenza dipende dal mercato che propone ma è il nostro cervello a decidere cosa acquistare e cosa non acquistare.
Questo mio sfogo nasce da una visione mattutina, ovvero un liceo di Foligno in gita scolastica con la maggioranza di  ragazzi DOTATI di Felpa Stellata.
Isaac Asimov aveva ragione!!!

Nel mio prossimo POST parleremo di Night Design e Fashion Design e dell’Architetto Beppe Riboli.





Trucker Hat…Barcelona Style

1 04 2007

Mi sono sempre chiesto perchè le persone che girano per strada e mi incrociano nel loro cammino si voltano per osservarmi, e si chiedono perchè porti un Trucker Hat (cappello da camionista con retina di aerazione). Il mio stile è da anni lo stesso: jeans, t-shirt colorata e trucker hat. Ne ho collezionati almeno una trentina di tutti i marchi e di tutti i vari modelli e colori. Ed oggi ne ho comprati altri due della BAPE. L’unico vizio della mia vita è collezionare ciò che mi piace, e sono orgoglioso personalmente di collezionare Trucker Hat e Sneakers Adidas Classic (solo mia mamma è contraria a tutto ciò). Dopo aver chiuso questo sfogo personale, mi accorgo che mi è arrivata la NEWSLETTERS di Vice.

Vice è la rivista in Distribuzione Gratuita da Slam Jam Ferrara, io però che voglio esser figo oltre a leggere il cartaceo, leggo anche le pagine web.

L’argomento di questo mese è lo STYLE dei ragazzi della mia età, quindi titolo del numero di Marzo 2007 è THE CLOTHES ISSUE. Scorro la NEWSLETTERS e mi accorgo che c’è un grande articolo a pagina 54 che discute su un Report Globale sul TREND STYLE dei ragazzi di tutto il mondo. New York, Londra, Parigi, Berlino………la mia attenzione si ferma e sofferma allo stile dei ragazzi di Barcelona. Resto stupito e compiaciuto del fatto che a Barcelona (città in cui vorrei vivere nel mio prossimo futuro) i venticinquenni si vestono come me. Hanno attualmente il mio stesso STYLE. Per Rendere ancora più attendibile ciò che scrivo riporto per intero l’articolo con tanto di foto esplicativa:

“Ci credete che qualcuno sulla terra indossi ancora i trucker hat? I ragazzi di Barcellona lo fanno. La maggior parte qui si fa anche crescere la barba. Molti ragazzi, ma anche le ragazze, portano magliette intime ben coordinate. Nessun tono vivace o audace per le camicie in Spagna oggi—i ragazzi ricercano colori delicati, come marrone, grigio, oliva o blu. Giacche della tuta strette e jeans larghi, come i berretti da camionista, sono residui di mode passate cui i ragazzi spagnoli stanno ancora attaccati come la coperta di Linus. Vans quadrettate slip-on sono una scelta molto radicata qui. Indossano pure impermeabili dell’Esercito e giacconi a vento. Il taglio maschile di capelli è corto in generale, con uno stile popolare che è la frangetta lunga da una parte sulla fronte (un po’ come il taglio di Hitler). Molti ragazzi a Barcellona si sono rasati a zero. In generale gli uomini spagnoli sono un po’ più indietro rispetto al resto del mondo.”

Non c’è da aggiungere nient’altro a tutto ciò……io personalmente sono felice che in un luogo al mondo non verrei più osservato dalle persone come accade a Ferrara. Sono orgoglioso, nello stile, di essere indietro rispetto al resto del mondo. Non mi interessano le critiche, perchè la critica è comunque un modo per metterti in risalto sia in modo negativo che positivo.

Qualcuno diceva: “parlate di me comunque, lanciatemi letame addosso o petali di rosa, ma continuate a parlare di me”





Fusion

20 03 2007

In teoria dovrebbe indicare un genere musicale nato durante gli anni “80 che costruiva la propria spina dorsale sulla contaminazione di diversi generi musicali. Negli anni “70 si iniziò a parlare di un genere chiamato “jazz-rock”.

Oggi invece potrebbe indicare uno stile di vita, un modo d’essere dell’uomo metropolitano dell XXI secolo. Sempre presenti in tutte le città le ormai famosissime SUV (Sport Utility Vehicle), particolari fuoristrada con mobilità da City Car, spazio da SW ed eleganza interna da “ammiraglia”. In un unico mezzo la fusione delle richieste di tre possibili utenti o acquirenti. Altro stupendo esempio di “Cool Object Fusion” è l’iPhone di Apple (ma anche tutti gli altri telefoni UMTS). Oggetti che in un unica scatola, in genere di materiale plastico, contengono un telefono, un discreto lettore MP3, una fotocamera da buone qualità, e in alcuni casi anche la Radio. Esempio presente sul mercato di nota rilevanza è il cellulare Sony Ericsson W850i, che presenta tutte le sopra elencate caratteristiche. Capitolo a parte è l’iPhone di Apple, che presenta in un unica scatola di alluminio: un palmare, un telefono, un OS, una fotocamera di buona qualità e un OTTIMO lettore MP3. Bhè personalmente per l’iPhone direi che la fusione non crea un “Cool Object” ma un’opera d’arte in formato tascabile.

Nel campo della Moda mi viene in mente la famosa azienda inglese fondata nel 1924 da Harry Grosberg, la Belstaff. Il quale ebbe l’idea di creare un capo di abbigliamento, una giacca per motociclisti, che potesse essere utilizzata a seconda della temperatura esterna. Negli anni, dopo questa creazione, la crescita di Belstaff fu esponenziale, tanto da aver convinto diversi uomini nella storia ad indossare Belstaff come Ernesto Che Guevara. La filosofia è la stessa che viene utilizzata tutt’oggi: tessuti tecnici altamente performanti, capacità di staccare parti della giacca in modo da avere più variabili d’utilizzo. Il modello storico è il XL 500 T jacket con cintura rinfrangente.

Oggi tutte le più grandi aziende di abbigliamento affidano il campo di Ricerca e Sviluppo ad ingegneri. Infatti la ricerca di materiale fruibile da più ambiti e in più modi è il punto di forza per lo sviluppo di un azienda tessile e/0 di abbigliamento. Vedi anche: GoreTEX, Neoprene, TNT, ect.

Io ho citato solo alcuni semplicissimi esempi. Data la giornata appena trascorsa, avrei volentieri approfittato di una XL 500 T , visto che alle 9:00 c’erano 18° con sole e alle 17:00 , al contrario, solo 8° con pioggia. Per la cronaca, sono tornato a casa infreddolito e bagnato!!!

P.S. Aspetto altri esempi Fusion nei commenti.