Arzigogolato: “propriamente si dice arzigogolato di un ragionamento complicato, pignolo, artificioso, contorno o bizantino”
In Architettura tanti professionisti si perdono in ragionamenti contorti e complessi tali da rallentare il processo progettuale fino a portarlo ad un livello limite dove si perde la forma architettonica per dare più spazio all’idea dalla quale è stata partorita.
Viaggiando anche solo in Italia si notano come tante facciate di palazzi di nuova fattura abbiamo sempre quella “cosa” in più.
Uso termini genereci perché mi hanno accusato di essere “arzigogolato” mentre invece, essendo questo un Blog indirizzato a professionisti o futuri tali, reputo sia opportuno parlare di facciate doppia pelle, vetri strutturali, pilotines e “cip”.
Sono ormai al mio settimo anno ( e me ne vergogno!!! ) di Architettura, e dovrei vedere la fine del tunnel, ma il mio occhio critico è già attivo da anni.
Durante la mia ultima vacanza estiva notavo come nella mia zona (Calabria, Lucania e rispettive regioni limitrofe) non ci sia nulla o quasi a norma.
Bagni per disabili con gradino da 20 cm e possibile pedana per salire a richiesta ( al gestore del locale).
Costruzioni in Cemento Armato sul terreno demaniale (ovvero terreno dove le strutture dovrebbero essere semi-movibili per essere riassemblabili in 24 ore).
Cantieri con porte aperte e nessuna sicurezza per gli operai, oppure veicoli per l’edilizia che non avevano il famoso ed utilissimo “BIP” per la movimentazione del mezzo.
Tante piccole cose che ti fanno pensare.
Tornando al termine con cui ho iniziato il mio articolo, arzigogolato.
Arzigogolati sono anche tutti i progetti che vedo eseguire nella mia facoltà, progetti di ragazzi di 20 anni che viaggiano tanto con la fantasia e che vorrebbero realizzare edifici che reggono su un solo pilastro, edifici a forma di uovo, edifici a forma di grandi cazzi ( Luciano Lunazzi ipse dixit ) che si ergono nel cielo e/o vagine di cemento armato. Progettano facciate con doppia, tripla pelle e usano in modo spasmodico il cemento armato, le calci, il vinile per i pazimenti degli uffici.
Si ma che cosa stanno insegnando a questi studenti???
Che cosa devono diventare questi ragazzi???
Mi rendo conto che bisogna prendere coscienza che il mondo vada abbastanza a rotoli ma essere sempre servi di questo e quel materiale o di questa e quella ditta non credo crei un futuro roseo.
L’architetto Massimiliano Fuksas nei suoi schizzi utilizza un pennarello nero e un foglio di plexiglas. Su questo esegue uno “scarabocchio” che solo in seguito prende forma. Il suo scarabocchio diventa una casa, uno palazzo congressi, un centro multifunzionale.
E usa quali materiali???
Usa i materiali più di moda al momento. Per un ufficio: pavimento in vinile o galleggiante. Per una casa: Klinker trattato, ignifugo al fuoco e ad agenti acidi (non è che in casa mia ci siano piogge acide o incendi all’ordine del giorno).
Io sono stanco di queste tipologie di costruzioni, sono stanco di queste tipologie di progetto, io non scarabocchio mai.
Mi piace la linea semplice, pura, continua, gli angoli acuti ed ottusi. La mia geometria voglio che la comprenda anche un bimbo alle elementari. Non voglio sentir parlare di isolanti in vetro ceramica, lana di roccia (provate ad immaginarvi con un maglione di lana di roccia), fibre naturali e sintetiche.
Perché quando vado a casa di mio zio “Titto” (leggi Giovanni!!!) in estate stò al fresco e in inverno stò al caldo, e lui non ha né aria condizionata né termoconvettori. Perché ha in muri in pietra. Una bellissima casa rurale che inquina zero, non ha residui chimici sulle pareti e in inverno basta il fuoco del camino per riscaldare tutto.
Non vi sto chiedendo di progettare come nel medioevo ma solo di non guardare troppo spesso riviste costosissime, osservare grandi architetti ma di avere più occhio critico.
Avere la possibilità di dire anche che qualcosa di Renzo Piano vi fa cagare!!! Nessuno vi crocifigge.
Guardate magari la casa più vecchia del vostro paese, magari un edificio anche brutto ma con una soluzione “climatica” migliore di tante altre pubblicizzate nelle riviste di area. Osservate più internet dove giovani architetti fanno progetti magnifici e costruiscono edifici stupendi ma non essendo politicamente pesanti non hanno la giusta vetrina per farsi notare.
Potete progettare a linee spezzate, curve, piegate e contorte.
Però dopo vi chiedo una sola cosa. Spiegate il vostro progetto ad un bambino o ad un anziano e chiedete loro se vorrebbero abitare in quella casa da voi pensata.
La loro risposta sarà il vostro imput successivo.
Grazie Giulia!!!
Ecco alcuni esempi di architettura che ammiro.


La prima foto è un riferimento all’ House “O” Bodrum Turkey, mentre la seconda all’architetto Ingo Pott.
Immagino nomi sconosciuti.
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