Se McGyver fosse reale, avrebbe gli occhi a mandorla!

10 11 2008

Non sono in una fase di delirio post lavoro, ma stavo pensando alle due giornate appena trascorse. Sono stato fuori Ferrara per distrarmi un po’ e per non vedere alcune persone.

Quando viaggio amo e desidero avere tutto in ordine, la valigia viene fatta con metodo e con precisione, tutto ci deve stare e tutto non deve sbattere all’interno dello stesso involucro. Porto sempre delle scarpe e sempre dei jeans, oltre a camicie e t-shirt.

Il mio beauty è un sacchetto con scompartimenti, l’ho comprato da Muji anni fa’ e tutto sta al suo interno con ordine: profumi e creme, shampoo e doccia schiuma, dentifricio. Non ho portato però l’intera confezione di shampoo o doccia schiuma ma solo 100 ml. Ho fatto un piccolo travaso nei piccoli dosatori che compongono il Travel Beauty di Muji.

Tutti i miei appunti di viaggio sono stati scritti su un block notes total black, sempre acquistato da Muji e con una penna dall’involucro trasparente, regalatami da Enzo, suo acquisto da Muji.

Ho viaggiato in treno e quindi non potendo lavarmi le mani ho utilizzato lo spray per disinfettare di Muji….e ho conosciuto una ragazza a cui ho proposto in intimità un massaggio, avevo anche gli olii per il corpo di Muji.

Il resto ve lo lascio immaginare…

Stamattina mi sveglio presto, grazie a Marco, ed esco di casa, faceva freddino ma non da berretto di lana, ma con qualcosa dovevo pur coprirmi, e quindi ho indossato il mio berretto Muji in cotone doubleface.

Tirando le somme di queste ultime 48 ore, se non avessi avuto con me prodotti Muji tante delle soluzioni sopraelencate sarebbero state un problema.

muji





VNGRD Milano

9 01 2008

Sono giovani, hanno stile, conoscono l’underground milanese, hanno voglia di creare senza fermarsi soltanto al lavoro artigianale.
Ricercano forme, colori, design, materiali e unicità del prodotto.
Praticamente possiedono tante risorse quanti i tentacoli di un Octopus!!!
Parliamo dei VNGRD di Milano.

VNGRD oppure vanguard è stata definita una strategia di movimento, che tende ad orientare la sua ideologia di far moda verso una direzione coerente al contesto. Questa label crede nel movimento dell’arte senza riprendere o ripetere stessi stili.

Loro sono un gruppo di ragazzi che studia l’underground cittadino: disegnano e producono tutte le loro collezioni in Italia.
I loro articoli: t-shirt, polo, felpe e pantaloni hanno un design particolare e hanno grande vestibilità.
Questa fashion label milanese ha messo in rete il suo personalissimo Store e poi grazie a Slam Jam è riuscita a fare breccia su particolari utenze di ragazzi che ammirano questo tipo di ricercatezza su un capo di vestiario.
Le idee sono moltissime e tante anche le loro realizzazioni.
La felpa Octopus è quella forse più riuscita a mio parere, perché più suggestiva come idea, immaginate di prendere un Polpo e mettervelo in testa come un cappuccio.
Invece la più commercializzabile, la felpa Sad Smile (lo smile storico al contrario) che possiede delle tasche proprio in prossimità dell’arriccio della bocca.

Personalmente ho fatto incetta da Slam Jam di Felpe e T-shirt di questo marchio.

Giorgio, un vostro ammiratore

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Stress!!!

15 10 2007

Una sola parola ma 1000 usi e altrettanti significati. Questo termine così abusato indica un disagio.
Ovunque c’è stress e chiunque soffre di stress. Ma questa è solo una patologia o qualcosa di più grave.
Lo stress è grave quando la parola è affiancata ad un materiale in architettura come in ingegneria.
Stress è quanto più vicino al collasso di una struttura. Non voglio mettermi a fare lezioni di Statica, Scienza delle Costruzioni, Tecnica o Meccanica* ma solo farvi intravedere queste Materie Matematiche sotto un’altra prospettiva.
Proporvi una sfida contro la logica ai più diffidenti e una sfida contro il nostro sapere ai professionisti (studenti, geometri, architetti e ingegneri).
Mi ero personalmente riproposto di festeggiare le prime 5000 visite al mio Blog con un articolo semi-serio e questo credo sia quanto di meglio possa esserci.

A questo link troverete un gioco. Bridge Building, scaricate ed istallate sul vostro pc.
In sintesi dovrete costruire dei ponti sui quali dovranno passare dei treni. Avrete a disposizione un Budget da investire nella costruzione. Avrete la possibilità di costruire strutture di ogni forma. Avrete la possibilità anche di calcolare lo stress che la struttura subisce pezzo per pezzo, trave per trave. Infine farete partire il treno, almeno due volte sulla stessa struttura. Se questa non perderà pezzi o travi e se il treno arriverà integro alla fine avrete la certezza di aver costruito seguendo un criterio esatto.
Per chi studia materie tecniche sopra elencate (vedi *) è consigliabile una ripassata ai principi di Statica delle Costruzioni.

PS. Sembra facile ma farete perire molti passeggeri!!!





Arzigogolato!

30 09 2007

Arzigogolato: “propriamente si dice arzigogolato di un ragionamento complicato, pignolo, artificioso, contorno o bizantino”

In Architettura tanti professionisti si perdono in ragionamenti contorti e complessi tali da rallentare il processo progettuale fino a portarlo ad un livello limite dove si perde la forma architettonica per dare più spazio all’idea dalla quale è stata partorita.
Viaggiando anche solo in Italia si notano come tante facciate di palazzi di nuova fattura abbiamo sempre quella “cosa” in più.
Uso termini genereci perché mi hanno accusato di essere “arzigogolato” mentre invece, essendo questo un Blog indirizzato a professionisti o futuri tali, reputo sia opportuno parlare di facciate doppia pelle, vetri strutturali, pilotines e “cip”.
Sono ormai al mio settimo anno ( e me ne vergogno!!! ) di Architettura, e dovrei vedere la fine del tunnel, ma il mio occhio critico è già attivo da anni.
Durante la mia ultima vacanza estiva notavo come nella mia zona (Calabria, Lucania e rispettive regioni limitrofe) non ci sia nulla o quasi a norma.
Bagni per disabili con gradino da 20 cm e possibile pedana per salire a richiesta ( al gestore del locale).
Costruzioni in Cemento Armato sul terreno demaniale (ovvero terreno dove le strutture dovrebbero essere semi-movibili per essere riassemblabili in 24 ore).
Cantieri con porte aperte e nessuna sicurezza per gli operai, oppure veicoli per l’edilizia che non avevano il famoso ed utilissimo “BIP” per la movimentazione del mezzo.
Tante piccole cose che ti fanno pensare.

Tornando al termine con cui ho iniziato il mio articolo, arzigogolato.
Arzigogolati sono anche tutti i progetti che vedo eseguire nella mia facoltà, progetti di ragazzi di 20 anni che viaggiano tanto con la fantasia e che vorrebbero realizzare edifici che reggono su un solo pilastro, edifici a forma di uovo, edifici a forma di grandi cazzi ( Luciano Lunazzi ipse dixit ) che si ergono nel cielo e/o vagine di cemento armato. Progettano facciate con doppia, tripla pelle e usano in modo spasmodico il cemento armato, le calci, il vinile per i pazimenti degli uffici.

Si ma che cosa stanno insegnando a questi studenti???
Che cosa devono diventare questi ragazzi???

Mi rendo conto che bisogna prendere coscienza che il mondo vada abbastanza a rotoli ma essere sempre servi di questo e quel materiale o di questa e quella ditta non credo crei un futuro roseo.

L’architetto Massimiliano Fuksas nei suoi schizzi utilizza un pennarello nero e un foglio di plexiglas. Su questo esegue uno “scarabocchio” che solo in seguito prende forma. Il suo scarabocchio diventa una casa, uno palazzo congressi, un centro multifunzionale.

E usa quali materiali???
Usa i materiali più di moda al momento. Per un ufficio: pavimento in vinile o galleggiante. Per una casa: Klinker trattato, ignifugo al fuoco e ad agenti acidi (non è che in casa mia ci siano piogge acide o incendi all’ordine del giorno).

Io sono stanco di queste tipologie di costruzioni, sono stanco di queste tipologie di progetto, io non scarabocchio mai.
Mi piace la linea semplice, pura, continua, gli angoli acuti ed ottusi. La mia geometria voglio che la comprenda anche un bimbo alle elementari. Non voglio sentir parlare di isolanti in vetro ceramica, lana di roccia (provate ad immaginarvi con un maglione di lana di roccia), fibre naturali e sintetiche.
Perché quando vado a casa di mio zio “Titto” (leggi Giovanni!!!) in estate stò al fresco e in inverno stò al caldo, e lui non ha né aria condizionata né termoconvettori. Perché ha in muri in pietra. Una bellissima casa rurale che inquina zero, non ha residui chimici sulle pareti e in inverno basta il fuoco del camino per riscaldare tutto.
Non vi sto chiedendo di progettare come nel medioevo ma solo di non guardare troppo spesso riviste costosissime, osservare grandi architetti ma di avere più occhio critico.

Avere la possibilità di dire anche che qualcosa di Renzo Piano vi fa cagare!!! Nessuno vi crocifigge.
Guardate magari la casa più vecchia del vostro paese, magari un edificio anche brutto ma con una soluzione “climatica” migliore di tante altre pubblicizzate nelle riviste di area. Osservate più internet dove giovani architetti fanno progetti magnifici e costruiscono edifici stupendi ma non essendo politicamente pesanti non hanno la giusta vetrina per farsi notare.
Potete progettare a linee spezzate, curve, piegate e contorte.

Però dopo vi chiedo una sola cosa. Spiegate il vostro progetto ad un bambino o ad un anziano e chiedete loro se vorrebbero abitare in quella casa da voi pensata.
La loro risposta sarà il vostro imput successivo.

Grazie Giulia!!!

Ecco alcuni esempi di architettura che ammiro.

La prima foto è un riferimento all’ House “O” Bodrum Turkey, mentre la seconda all’architetto Ingo Pott.
Immagino nomi sconosciuti.





Estate 2007 “New Style vs. Old Style”

9 07 2007

L’estate 2007 è già nel vivo e lo sarà ancora di più quando io sarò steso in spiaggia a prendere il sole, ovvero fra 10 giorni.
Ho fatto un giro per il centro di Bologna questo sabato pomeriggio, il 07.07.2007, ed era giorno di inizio saldi.
Inizierei con affermare che le donne in periodo di saldi diventano: isteriche, violente, disordinate, volgari e cattive.
Entrare in Mega Store come Zara ed H&M era come entrare in un campo minato, pieno di donne e ragazze che arraffavano tutto il possibile. Rigorosamente tutto l’abbigliamento in saldo era soggetto vandalizzazione femminile.

Poi negli stessi negozi salivi ai piani superiori dove di solito c’è il reparto maschile e noti come i manichini siano ancora in piedi, come gli scaffali poco in disordine e come i commessi abbiano il volto più rilassato.
I colori più in voga per l’estate 2007 sono i colori tenui, c’è molto colore e quasi l’abbandono del nero. Bianco, verde, viola, marroncino tutti i colori rigorosamente pastello. Anche il rosa, colore degli anni passati, sembra aver virato dalle tinte più accese e fluò a tinte più delicate come lo stesso rosa antico.
Sarà l’estate dei gadgets in spiaggia: il telo coordinato al costume per una mimetizzazione completa e camaleontica (sperando che nessuno schiacci i “Maroni” ad altri), cuscini con casse audio istallate all’interno per un buon ascolto di musica senza il fastidio di auricolari, i porta cellulari o porta iPod tutti colorati e griffati con nuovi marchi in ascesa (Zoo York, Box Fresh, Triple5, Skunk Funk).

Ormai le grandi firme stanno sempre più abbandonando il range dei ragazzi under 25, che mirano sempre più a fare shopping total look con pochi soldi.
Verrà creata un’ IKEA per l’abbigliamento giovanile, credo sia fattibile e conveniente.
Torna un Must degli anni 50 anche fra i ventenni del 2007, la famosissima “Paglietta” in spiaggia, oggetto di culto dei nostri genitori e nonni. Nella borsa in spiaggia verranno portati sempre più oggetti di tecnologia e l’orologio sarà rigorosamente digitale, come Altanus, ODM e Fossil Starck.
Le righe orizzontali dopo le regate della Louis Vuitton Cup saranno quasi un obbligo per essere trendy. Ma anche righe verticali saranno ben accette purchè riprendano vecchi loghi o strutture di tessuto del passato.
Ricordate tutti la “Brandina”???
Un comodissimo lettino da spiaggia che aveva in “Brandina” non solo il nome ma anche il marchio. Un giovane imprenditore romagnolo ha ripreso tutte le grafiche degli storici lettini da spiaggia e le ha utilizzate per creare una linea di borse che a parere mio meritano un 10 e lode. Personalmente mi fanno ricordare vecchie immagini di me bambino in spiaggia alla Pietra Cervara a Rocca Imperiale.

I tessuti naturali e tutti i materiali eco compatibili saranno ai primi posti negli acquisti, è solo l’inizio ma penso che nel giro di un paio d’anni saranno i tessuti più comuni che si vedranno addosso alle persone in tutto il mondo.
Dai Nippon ci arriva di riflesso la moda dell’Ice Cup, ovvero il famoso cappellino di lana invernale reinventato per la stagione estiva con materiali freschi e motivi davvero colorati. Usato dai ragazzi Giapponesi per coprire il capo la mattina dopo una lunga nottata in discoteca a ballare.
I locali saranno sempre più impostati su una sola impronta, ovvero una netta divisione fra locali con House Music e No House Music. La spiaggia e la riva del mare farà da padrona tutte le sere o quasi mentre il sabato sera saranno i grandi club all’aperto che la faranno da padrona con continue evoluzioni sulla scelta di alcolici e bevande.

Adesso vi auguro solo Buona Estate a tutti!!!

ZooYork + Altanus

Porta iPod Zoo York + Altanus Clock





Agricoltori e Pescatori nuovi Guru della Moda!!!!

1 06 2007

Da giorni volevo parlare di questo argomento e solo oggi riesco a trovare il tempo per scrivere qualche parola in merito.
La moda prende sempre spunto dal mondo comune.Tutti gli stilisti affermano che i loro maggiori spunti arrivano per strada, magari passeggiando per le vie del centro oppure passeggiando per le campagne, in una delle loro vacanze di relax.
La settimana scorsa passeggiando per Bologna, Via Indipendenza mi accorgo di una vetrina. In  questa vi erano due manichini vestiti interamente con abiti ed accessori John Deere.
Per chi non lo sapesse il sig. John Deere è uno storico produttore di mezzi a motore per Agricoltura come il sig. Landini. Ovvero in parole spicciole ha un’azienda di produzioni di Trattori per lavorare i campi.
In principio se non sbaglio fu Lapo Elkann che per fare un restyling del marchio FIAT ha deciso di investire nell’abbigliamento creando una linea di moda (felpe, t-shirt, accessori vari) legati al marchio FIAT. Dopo Lapo tutti si sono lanciati in questo business che ha stranamente anche reso i suoi frutti in fatto di soldi.
Un felpa FIAT viene a costare quasi 200 €, una polo dello stesso marchio 120 €.
Ciò non vuol dire che Lapo Elkann abbia chiuso uno stabilimento Fiat Auto per mettere al suo interno un’azienda tessile, ma si è solo chiesto se le persone avrebbero apprezzato o meno la sua idea. Il tempo ha dato ragione a lui, perché ogni cosa che ha successo ha il suo clone.
Lapo si è appoggiato alla Hydrogen per la produzione tessile del prodotto, i cloni invece alle aziende cinesi.
“Oggi il parametro per decidere se qualcosa è di successo o meno è la quantità di copie false o vero simili che ci sono in giro”

Negozi della patria Cina, bancarelle nei mercati ed ambulanti (pronti allo scatto in vista di uomini in divisa).
Dopo aver sdoganato il marchio Fiat, Lapo ha pensato bene di allargare il suo bacino d’utenza a tutti i marchi del gruppo Fiat Auto e quindi a grappolo sono venute fuori felpe e t-shirt della Lancia, Alfa Romeo, Abarth.
Dopo le auto ecco le barche della Louis Vuitton Cup.
Alinghi grazie a North Sails, Luna Rossa grazie a Prada, Mascalzone Latino grazie a Kappa hanno creato un impero dell’abbigliamento sull’onda e sul fascino della competizione sportiva ormai arrivata in questi giorni alla fase finale.
Questo facendo una riflessione mi sembra comprensibile, ovvero grandi case automobilistiche e costosi team di navigazione creano la loro linea di abbigliamento per sdoganare non solo il marchio ma anche creare un giro di denaro con la vendita del loro personale merchandising. Come del resto accade da anni con le squadre di calcio del nostro campionato.
I prezzi di questo tipo di abbigliamento sono molto alti e quindi si è mirato ad un bacino d’utenza di possibili acquirenti non proprio nella media.
Da qui nasce la mia riflessione.

Sono state sdoganate le auto, le barche e adesso???

Adesso tocca a Trattori e Pescatori.
Infatti visto che il mercato è in continua espansione e che la sua evoluzione è così rapida da creare sempre nuove forme di guadagno ecco che aitanti imprenditori hanno pensato bene di sdoganare il marchio John Deere e il marchio della Cooperativa Pescatori Posillipo.
Finalmente due marchi che fino a ieri hanno vissuto solo con gente non proprio ricca, non proprio da shopping in Via della Spiga a Milano.
Il primo ovvero John Deere (di cui da anni possiedo un trucker hat) ha mosso solo adesso i primi passi nel mercato italiano. Il nostro “Giovanni Cervo” era conosciuto e molto apprezzato nel mondo degli agricoltori locali e mondiali grazie ai suoi mezzi di sicuro ed ottimo utilizzo.
Il secondo marchio è già presente da mesi nelle vetrine dei negozi italiani e presente in varie pubblicità su carta patinata come Class, Capital, Gentlman. A differenza del primo sopraelencato (J.D.) questo marchio nasce dall’umiltà dei pescatori ma di umile nelle vendite al dettaglio non ha nulla. I prezzi non sono alti come Fiat ma galleggiano sopra la media.

E adesso cosa accadrà???

Vedremo passeggiare per strada persone con felpe e t-shirt della Ricambistica Estense, Mulino Bianco, Landini o Same, Frantoio Nardelli o Cereali Ciminelli.

PS.
Mi scuso con Vespa Italia e Lambretta per non aver citato i vostri marchi, e mi limito a dare un consiglio a chi volesse spendere 20 € per comprare un Trucker Hat della John Deere, siete pazzi fate come me.
Andate in un negozio di trattori o alla confagricoltori e lì ve li regalano, tanto non sanno che farci!!!

John Deere Trucker Hat





Inserti Utili!!!

21 05 2007

Da giorni stavo riflettendo sull’utilità o meno dei vari inserti aggiuntivi (gratis o a pagamento) in aggiunta a quotidiani o settimanali.
Tralasciando i calendari con soubrette & co. nude e/o poco vestite, vorrei evidenziare ciò che il gruppo Repubblica ha fatto per noi giovani architetti e giovani designer.

Da tre settimane in allegato all’Espresso, settimanale di Repubblica, c’è la collezione di Monografie di grandi architetti con una riflessione particolare all’Architettura Contemporanea e ai suoi protagonisti.
Non voglio fare pubblicità ad una testata giornalistica e tralasciare le altre, ma reputo giusto dare i meriti a Repubblica data la particolarità degli inserti inseriti. Con soli 7,10 € in aggiunta al settimanale ogni venerdì potrete approfittare di una grande opera patinata, ed evitare il pagamento di grosse somme di denaro da Feltrinelli & Co.

L’Opera completa è funzionale allo studio, ed io giovane e futuro architetto ho trovato fra queste pagine patinate buoni spunti, un’ottima fattura e foto molto ben curate.

Sempre la settimana scorsa la Repubblica ha fatto uscire in Edicola la Guida di Arredamento e Design tutto Made in Italy, ed a soli 9,90 €.
Questo fornitissimo volume contiene 400 schede di oggetti di Design d’Interni e Arredamento tutto Made in Italy. Quasi una giusta autocelebrazione al lavoro dei nostri colleghi designer ed architetti.
Per chi come me è stato all’ultimo Salone del Mobile a Milano, troverà in questa guida una raccolta di tutti gli oggetti di interesse.
Facile leggerlo perché molto curato nella sua architettura interna e nell’impaginazione.

Questo è il link per leggere meglio ciò che vi ho appena scritto.

L’Architettura dei Protagonisti di L’Espresso

PS.
Ai giovani studenti della mia facoltà di Architettura di Ferrara consiglio vivamente l’acquisto.





Grazie!!!

18 05 2007

Salve a tutti,
eccomi nuovamente qui in procinto di scrivere un nuovo post con le mie più recenti novità.
Allora:
GRAZIE a tutti i lettori del mio Blog, ho superato le 1000 visite già da un po’ di tempo ma soprattutto ho ricevuto diversi attestati di stima da particolari persone che mi hanno emozionato.
GRAZIE,  sincero e sentito, all’Architetto Beppe Riboli per aver letto e commentato ciò che di mio pugno ho dedicato alla sua fantastica carriera che nel 2007 ha compiuto il ventesimo anniversario.
GRAZIE alle 5000 persone che hanno firmato la petizione per Liberare Giovanni Passannante dal museo Criminologico di Roma, il 2 Giugno verrà data Sepoltura dei resti nel Cimitero di Salvia (PZ)*.
GRAZIE ad Ulderico Pesce per essere stato il fautore di questa liberazione, un grande artista che ha vissuto questi ultimi anni nel sogno, ormai divenuto realtà, di dare degna ed umana sepoltura ad un suo Conterraneo.
GRAZIE ad Enzo che mi ha convinto su quanto fosse giusto e professionale mettere sul web le mie idee.

Dopo aver ringraziato tutti o quasi, vi racconto cosa è accaduto durante questo mio periodo di assenza.

Qui a Ferrara la mia vita scorre scandita dalle ultime lezioni universitarie prima della futura tesi, dal lavoro e dagli allenamenti.
Con alcuni compagni di facoltà ho accolto il progetto proposto dall’Architetto Susanna Pasquali, mia prof. per l’esame di Storia della Città e del Territorio. Il progetto costa di un’analisi approfondita di alcuni progetti eseguiti centinaia di anni fa. I progetti hanno una peculiarità, ovvero sono di edifici mai realizzati.
Il nostro compito è quello di analizzare le componenti tracciate da piante, disegni e quadri dell’epoca e progettare un animazione che raffiguri l’uso e la struttura dell’opera.
Io data la mia predisposizione, mi dedicherò alla modellazione 3D e all’esecuzione di un video esplicativo, facendomi aiutare dal mio personale correlatore, il Dottore Degennaro.
Il mio grande amico Simone “BODE” si è dedicato con arguzia al rilievo topografico dalle piante, tracciando in pochi giorni dei Cad 2D abbastanza precisi. Carbonieri è il coordinatore dei lavori, ovvero da i comandi a Margherita a Satoshi per renderli partecipi.
Potrei affermare che per la prima volta in 6 anni ho un equipe di lavoro positiva con il pensiero e soprattutto con gente con la testa sulle spalle.
Scusate questo sfogo, ma lavorare con i fantasmi (leggi ERASMUS) è stato difficile per anni. Erano sempre assenti, sempre in ritardo, mai partecipi. Il mio urlo, W l’Italia, è adesso giustificato.

Gli altri esami sono tutti in WORK IN PROGRESS!!!
Tutto sommato eccetto tre soli corsi non posso lamentarmi.

Altro argomento che mi sta a cuore è la nuovissima costruzione che è stata egregiamente eseguita da aitanti e panzuti operai davanti la finestra della mia camera da letto.
Per anni la mia affascinante vista mattutina era la vecchia e ormai in disuso autorimessa ferro tranviaria di Ferrara. I Tram ormai sostituiti da anni da Bus inquinanti, sono stati messi da parte e demoliti. La loro casa è stata demolita durante il 2006. Le voci dei vari pensionati della zona, a cui sono molto affezionato, dicevano che avrebbero costruito una palestra, poi delle case, ed infine un parcheggio.
Ieri mattina dopo tre giorni di lavoro, un ettaro di asfalto nero e puzzolente è stato stesso.
Ho capito è un grande, ulteriore ed inquinante parcheggio per auto!!!
Però mi chiedo si parla sempre di Ecologia, di Protocollo di Kyoto, di risparmio. E poi il comune fa costruire un grosso parcheggio NERO!!!
Ci sono tantissimi materiali e molte tecnologie per fare un parcheggio, tenendo conto anche che il terreno deve respirare.
Invece è più semplice e meno costoso stendere un manto NERO!!!
Bella Politica del Cavolo!!!

Cambio argomento e chiudo con questo post.
Dalla scorsa settimana sono andati in pensione definitiva due oggetti di culto:
Flop Disk & Tapedeck ( Floppy e Musicassette).
Erano alcuni dei Top Object, fra gli anni 80 e i primi anni 90.
Oggi dopo tanti anni sono stati messi da parte, anche loro hanno dato il loro grosso contributo alla crescita tecnologica.
Se volete farvi un giro nei ricordi vi rimando ad un link davvero figo.

Adesso vi saluto

PS. Sto aspettando che a Ferrara apra il nuovo megastore della Slam Jam, progettato all’interno dall’Architetto Antonio Ravalli, così potrò scrivere un nuovo post dedicato al design d’interni.

* ho scritto Salvia e non Salvia di Savoia volutamente, per marcare ancora di più il fatto che il comune di Giovanni Passannante debba tornare al nome storico.





Beppe Riboli “l’ArchiStar”

20 04 2007

Eccomi di nuovo qui, nel mio precedente post avevo detto che avrei parlato di Beppe Riboli e così farò in questo mio micro spazio web.
Prima di iniziare devo fare una piccola premessa.
Ogni mese acquisto un discreto quantitativo di stampa, ovvero Mensili, Settimanali e ho sottoscritto da tempo diversi abbonamenti.
Mensilmente leggo XL di Repubblica, GQ, Maxim, Max, Trend, Panorama e Corriere della Sera Magazine.
Forse ne acquisto anche di più, ma adesso mi sfuggono gli altri titoli.
Proprio in una delle mie letture mi sono fermato a leggere una bellissima intervista all’Architetto Beppe Riboli, definito anche “volgarmente” l’ArchiStar.
Questa settimana a Milano è iniziato il Salone del Mobile, e proprio l’Arch. Riboli è uno dei tanti protagonisti. Ai più questo nome non dirà nulla, ma a chi come me ha creato il proprio interesse sull’architettura nella progettazione di Bar, Ristoranti e Locali da Ballo, il nome Riboli deve dire per forza di cose qualcosa.

Beppe Riboli è il Fashion Designer di Locali Notturni più famoso ed importante degli ultimi anni, pluripremiato ai Bybloscar ed eletto per 4 volte come miglior progettista di Discoteche.
Ha firmato progetti di ville, hotel, discoteche, bar, scuole, villaggi turistici, centri commerciali e interni vari.
La sua filosofia si basa sulla ricercatezza di originali Concept Architettonici.
Dal 1999 al 2001 è stato collaboratore di Oliviero Toscani e Capo Dipartimento a Fabbrica, e nel 2004 è stato docente al Master di Naba a Milano.
Obiettivo: illustrare la filosofia della Night Life e quindi dedurre da ciò la progettazione.

Il 2007 per Beppe Riboli è un anno speciale, ovvero sono vent’anni dalla progettazione e realizzazione dei suoi primi Club, a Crema (ORADIVETRO) e Montichiari (CAPOVOLTO). Nel 1997 visti i successi ottenuti con i Club, ha potuto realizzare su commissione BENETTON il Negozio Monomarca in Piazza San Babila a Milano.

La mia stima per l’Architetto Beppe Riboli sta anche nel fatto che lui sia un Architetto che in fase di progettazione segue l’iter classico, ovvero stupendi schizzi a matita colorati.
Vi consiglio non solo di visitare il suo Sito Internet,

http://www.bepperiboli.com/

ma anche di acquistare il numero di Trend in edicola ad Aprile, dove si parla di Nightlife, Light Design e mondo notturno dei Club riferito al sociale e alla progettazione. Ci sono delle foto bellissime di locali notturni tra cui le foto del Nuclè uno stupendo locale ad Altamura (BA).





BASSOPROFILO

19 04 2007

Buongiorno a tutti,
sono le ore 14 del 19 Aprile e mi sono accorto che era mio dovere aggiornare il mio blog. Ci sono diverse cose di cui parlare ma devo fare in primis un plauso a tutti i miei visitatori, un sincero Grazie di cuore per gli utenti della Blogosfera che giornalmente vengono a leggere quanto scrivo sul mio piccolo spazio web.
Andando con ordine cronologico o quasi, vi devo aggiornare sulle ultime news accadute a me e sulle ultime tendenze che stanno venendo fuori in prossimità dell’estate.

Durante le vacanze Pasquali sono stato a casa dei miei genitori in Calabria, per me ovviamente è sempre un ritorno al passato e alle sane abitudini.
Seguitamente, a queste brevi vacanze, sono stato qualche giorno a Roma nella ormai famosa Residenza Corvisieri 3.
Io, Gabriele ed Enzo abbiamo redatto un piano di esecuzione per il Concorso di Idee che dovremmo consegnare a giorni, e redatto una strategia di lavoro volante, ovvero veloce ed efficace, dati gli impegni vari di ognuno di noi.
Ritornato a Ferrara mi sono dedicato al Progetto Fotografico BASSOPROFILO.
Bassoprofilo è il tema che la Facoltà di Architettura di Ferrara ha dato alla giornata delle arti e quindi ai relativi vari corsi, workshop e concorsi interfacoltà.
Il concorso fotografico si basava sull’esecuzione materiale di 24 foto in 24 ore.
L’iter logico da me seguito è quello ormai consueto da qualche tempo di mettere in risalto l’artigianato, ed in particolare in questo caso specifico al concorso, l’artigianato locale Ferrarese.
Ho preso nella mia analisi solo un caso studio, ovvero gli artisti e gli artigiani di via Saraceno a Ferrara.
Forse per densità di attività concentrate può essere definita la via degli artigiani, ed io ho dato come titolo al mio personale lavoro, le Mani Saracene.
Ho conosciuto in questa mattinata di lavoro, diverse persone di diversa provenienza. Una pittrice Iraniana, due ceramiste locali, un artigiana di gioielli Egiziana, un calzolaio di Foggia, tre signore ferraresi che lavoravano la pasta fresca ed un giovane ferrarese ed il suo cane Pepe, libraio.
Ho scoperto parlando con loro che stare nelle loro piccole botteghe è piacevole quando in pochi metri quadri puoi realizzare tanti piccoli sogni.
Ho focalizzato il mio lavoro sulle mani di queste persone, più o meno rovinate ed usurate dal lavoro, ma comunque modellate dalla passione.
Nel pomeriggio ho consegnato il mio lavoro ad Elio, che mi ha dimostrato subito la sua curiosità.
Vedremo come andrà la valutazione della giuria.

Cambiamo argomento e parliamo adesso del mio precedente post sulle tendenze Must Have!!!
Non so se era chiaro ma nel mio post c’era della polemica, perché tendenza non vuol dire per forza “Obbligo a possedere” ma solo che “Mercato ed Acquirenti” puntano sulla stessa linea guida.
Quindi Felpe con Stelle, t-shirt stellate, canotte stellose sono di tendenza perché i possibili acquirenti richiedono questo tipo di abbigliamento, ma non per forza siamo obbligati a mettere alla gogna tutte le persone che non acquistano questo capo di abbigliamento. La tendenza dipende dal mercato che propone ma è il nostro cervello a decidere cosa acquistare e cosa non acquistare.
Questo mio sfogo nasce da una visione mattutina, ovvero un liceo di Foligno in gita scolastica con la maggioranza di  ragazzi DOTATI di Felpa Stellata.
Isaac Asimov aveva ragione!!!

Nel mio prossimo POST parleremo di Night Design e Fashion Design e dell’Architetto Beppe Riboli.