Sabbia siete e Sabbia ritornerete!!!

4 05 2009

Ho scelto questa frase come titolo del mio articolo utilizzando le parole di Timoteo Monauro, il monaco che divenne Santo Patriarca, che per le strade di Alessandria dinnanzi la porta della Chiese di San Giovanni urlò:

“…ricordatevi che siete polvere e polvere ritornerete…”            (polvere/sabbia è una mia concessione stilistica)

castello-carte

Oggi è molto toccante rileggere la pagina 236 del libro di Roberto Saviano “GOMORRA” dove lo stesso scrittore sottolineava come tanti cantieri in Italia siano stati appaltati alla camorra  e come tanti di questi presentassero le stesse peculiarità, come l’utilizzo di materiali scadenti, la sabbia negli impasti del cemento armato ed i progetti redatti con troppa velocità.

“Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz’Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova.”

Oggi mi chiedo, mentre la Protezione Civile e i VVF stanno facendo i rilievi per controllare i manufatti venuti giù con terremoto, perché in Italia i controlli siano sempre postumi. Per controllare degli edifici bisogna aspettare che questi crollino o che muoia qualcuno al suo interno.

Mi sembra assurdo ragionare così, forse perché tutti i miei professori mi hanno sempre insegnato che se un progetto è fatto bene, funzionale ed equilibrato non c’è terremoto che tenga, l’edificio sta sù e se proprio deve cadere, consentirà prima la messa in sicurezza di tutti gli abitanti.

Sapete cosa è in Architettura o Ingegneria l’acronimo REI ?

Indica la resistenza al fuoco di un elemento costruttivo (componente o strutturale) spesso seguito da un numero che indica i minuti della stessa resistenza: 120, 180. Quindi una porta REI 180 assicura la tenuta a fiamme, fumi e calori per 3 ore dall’inizio dell’incendio.

E se anche i palazzi e le costruzioni in Architettura ed Ingegneria avessero un acronimo del genere? Avere la certezza che in caso di eventi sismici importanti, posso avere il tempo di scendere in strada e mettermi in sicurezza.

Ad esempio edifici SSI 120 (SSI è un acronimo di mia invenzione: sicurezza sismica immediata) e quindi avere la certezza che per ben 2 ore dall’inizio del terremoto posso avere il tempo di mettere in sicurezza me ed i miei famigliari o gli animali domestici.





Grazie!!!

18 05 2007

Salve a tutti,
eccomi nuovamente qui in procinto di scrivere un nuovo post con le mie più recenti novità.
Allora:
GRAZIE a tutti i lettori del mio Blog, ho superato le 1000 visite già da un po’ di tempo ma soprattutto ho ricevuto diversi attestati di stima da particolari persone che mi hanno emozionato.
GRAZIE,  sincero e sentito, all’Architetto Beppe Riboli per aver letto e commentato ciò che di mio pugno ho dedicato alla sua fantastica carriera che nel 2007 ha compiuto il ventesimo anniversario.
GRAZIE alle 5000 persone che hanno firmato la petizione per Liberare Giovanni Passannante dal museo Criminologico di Roma, il 2 Giugno verrà data Sepoltura dei resti nel Cimitero di Salvia (PZ)*.
GRAZIE ad Ulderico Pesce per essere stato il fautore di questa liberazione, un grande artista che ha vissuto questi ultimi anni nel sogno, ormai divenuto realtà, di dare degna ed umana sepoltura ad un suo Conterraneo.
GRAZIE ad Enzo che mi ha convinto su quanto fosse giusto e professionale mettere sul web le mie idee.

Dopo aver ringraziato tutti o quasi, vi racconto cosa è accaduto durante questo mio periodo di assenza.

Qui a Ferrara la mia vita scorre scandita dalle ultime lezioni universitarie prima della futura tesi, dal lavoro e dagli allenamenti.
Con alcuni compagni di facoltà ho accolto il progetto proposto dall’Architetto Susanna Pasquali, mia prof. per l’esame di Storia della Città e del Territorio. Il progetto costa di un’analisi approfondita di alcuni progetti eseguiti centinaia di anni fa. I progetti hanno una peculiarità, ovvero sono di edifici mai realizzati.
Il nostro compito è quello di analizzare le componenti tracciate da piante, disegni e quadri dell’epoca e progettare un animazione che raffiguri l’uso e la struttura dell’opera.
Io data la mia predisposizione, mi dedicherò alla modellazione 3D e all’esecuzione di un video esplicativo, facendomi aiutare dal mio personale correlatore, il Dottore Degennaro.
Il mio grande amico Simone “BODE” si è dedicato con arguzia al rilievo topografico dalle piante, tracciando in pochi giorni dei Cad 2D abbastanza precisi. Carbonieri è il coordinatore dei lavori, ovvero da i comandi a Margherita a Satoshi per renderli partecipi.
Potrei affermare che per la prima volta in 6 anni ho un equipe di lavoro positiva con il pensiero e soprattutto con gente con la testa sulle spalle.
Scusate questo sfogo, ma lavorare con i fantasmi (leggi ERASMUS) è stato difficile per anni. Erano sempre assenti, sempre in ritardo, mai partecipi. Il mio urlo, W l’Italia, è adesso giustificato.

Gli altri esami sono tutti in WORK IN PROGRESS!!!
Tutto sommato eccetto tre soli corsi non posso lamentarmi.

Altro argomento che mi sta a cuore è la nuovissima costruzione che è stata egregiamente eseguita da aitanti e panzuti operai davanti la finestra della mia camera da letto.
Per anni la mia affascinante vista mattutina era la vecchia e ormai in disuso autorimessa ferro tranviaria di Ferrara. I Tram ormai sostituiti da anni da Bus inquinanti, sono stati messi da parte e demoliti. La loro casa è stata demolita durante il 2006. Le voci dei vari pensionati della zona, a cui sono molto affezionato, dicevano che avrebbero costruito una palestra, poi delle case, ed infine un parcheggio.
Ieri mattina dopo tre giorni di lavoro, un ettaro di asfalto nero e puzzolente è stato stesso.
Ho capito è un grande, ulteriore ed inquinante parcheggio per auto!!!
Però mi chiedo si parla sempre di Ecologia, di Protocollo di Kyoto, di risparmio. E poi il comune fa costruire un grosso parcheggio NERO!!!
Ci sono tantissimi materiali e molte tecnologie per fare un parcheggio, tenendo conto anche che il terreno deve respirare.
Invece è più semplice e meno costoso stendere un manto NERO!!!
Bella Politica del Cavolo!!!

Cambio argomento e chiudo con questo post.
Dalla scorsa settimana sono andati in pensione definitiva due oggetti di culto:
Flop Disk & Tapedeck ( Floppy e Musicassette).
Erano alcuni dei Top Object, fra gli anni 80 e i primi anni 90.
Oggi dopo tanti anni sono stati messi da parte, anche loro hanno dato il loro grosso contributo alla crescita tecnologica.
Se volete farvi un giro nei ricordi vi rimando ad un link davvero figo.

Adesso vi saluto

PS. Sto aspettando che a Ferrara apra il nuovo megastore della Slam Jam, progettato all’interno dall’Architetto Antonio Ravalli, così potrò scrivere un nuovo post dedicato al design d’interni.

* ho scritto Salvia e non Salvia di Savoia volutamente, per marcare ancora di più il fatto che il comune di Giovanni Passannante debba tornare al nome storico.





Il Cantiere

16 03 2007

Ragionare con degli operai di solito dovrebbe essere difficile, anzi difficilissimo. La differenza del background culturale a volte è abissale, altre volte ti trovi a discutere per ore con muratori che ti guardano in faccia, si perdono sul colore del tuo caschetto e poi con un viso innocente ti guardano e con striminzite parole in italiano maccheronico ti dicono : “Io Armeno, no capisce cosa fare!”.

E li ti chiedi se è possibile in Italia avere delle imprese edili che prendono ragazzi appena arrivati dal loro paese d’origine, tutto sommato dei disperati e sottopagati che andranno a fare i lavori più umili e più pericolosi. Mi dispiace dirlo, ma vedere un ragazzo di 20 anni che con scarpe stracce e una t-shirt di Jovanotti lavora vicino l’alta tensione, mi fa venire un nervoso, tale da prendere il suo datore di lavoro e attaccarlo di prepotenza al cavo di alta tensione.

Altro che “Enigmista”.

Facciamo un’analisi di coscienza su noi stessi, e soprattutto sui Professionisti del mondo Edile e cerchiamo di capire che un operaio deve essere prima formato quindi istruito (anche nella lingua corrente nel paese, se straniero!!!) e poi inviato in cantiere a lavorare. Una speciale classifica afferma che sono morti più operai nei cantieri edili italiani nell’ultimo anno che soldati italiani nell’ultima guerra in Iraq.

Giorgio, futuro Architetto