Da giorni volevo parlare di questo argomento e solo oggi riesco a trovare il tempo per scrivere qualche parola in merito.
La moda prende sempre spunto dal mondo comune.Tutti gli stilisti affermano che i loro maggiori spunti arrivano per strada, magari passeggiando per le vie del centro oppure passeggiando per le campagne, in una delle loro vacanze di relax.
La settimana scorsa passeggiando per Bologna, Via Indipendenza mi accorgo di una vetrina. In questa vi erano due manichini vestiti interamente con abiti ed accessori John Deere.
Per chi non lo sapesse il sig. John Deere è uno storico produttore di mezzi a motore per Agricoltura come il sig. Landini. Ovvero in parole spicciole ha un’azienda di produzioni di Trattori per lavorare i campi.
In principio se non sbaglio fu Lapo Elkann che per fare un restyling del marchio FIAT ha deciso di investire nell’abbigliamento creando una linea di moda (felpe, t-shirt, accessori vari) legati al marchio FIAT. Dopo Lapo tutti si sono lanciati in questo business che ha stranamente anche reso i suoi frutti in fatto di soldi.
Un felpa FIAT viene a costare quasi 200 €, una polo dello stesso marchio 120 €.
Ciò non vuol dire che Lapo Elkann abbia chiuso uno stabilimento Fiat Auto per mettere al suo interno un’azienda tessile, ma si è solo chiesto se le persone avrebbero apprezzato o meno la sua idea. Il tempo ha dato ragione a lui, perché ogni cosa che ha successo ha il suo clone.
Lapo si è appoggiato alla Hydrogen per la produzione tessile del prodotto, i cloni invece alle aziende cinesi.
“Oggi il parametro per decidere se qualcosa è di successo o meno è la quantità di copie false o vero simili che ci sono in giro”
Negozi della patria Cina, bancarelle nei mercati ed ambulanti (pronti allo scatto in vista di uomini in divisa).
Dopo aver sdoganato il marchio Fiat, Lapo ha pensato bene di allargare il suo bacino d’utenza a tutti i marchi del gruppo Fiat Auto e quindi a grappolo sono venute fuori felpe e t-shirt della Lancia, Alfa Romeo, Abarth.
Dopo le auto ecco le barche della Louis Vuitton Cup.
Alinghi grazie a North Sails, Luna Rossa grazie a Prada, Mascalzone Latino grazie a Kappa hanno creato un impero dell’abbigliamento sull’onda e sul fascino della competizione sportiva ormai arrivata in questi giorni alla fase finale.
Questo facendo una riflessione mi sembra comprensibile, ovvero grandi case automobilistiche e costosi team di navigazione creano la loro linea di abbigliamento per sdoganare non solo il marchio ma anche creare un giro di denaro con la vendita del loro personale merchandising. Come del resto accade da anni con le squadre di calcio del nostro campionato.
I prezzi di questo tipo di abbigliamento sono molto alti e quindi si è mirato ad un bacino d’utenza di possibili acquirenti non proprio nella media.
Da qui nasce la mia riflessione.
Sono state sdoganate le auto, le barche e adesso???
Adesso tocca a Trattori e Pescatori.
Infatti visto che il mercato è in continua espansione e che la sua evoluzione è così rapida da creare sempre nuove forme di guadagno ecco che aitanti imprenditori hanno pensato bene di sdoganare il marchio John Deere e il marchio della Cooperativa Pescatori Posillipo.
Finalmente due marchi che fino a ieri hanno vissuto solo con gente non proprio ricca, non proprio da shopping in Via della Spiga a Milano.
Il primo ovvero John Deere (di cui da anni possiedo un trucker hat) ha mosso solo adesso i primi passi nel mercato italiano. Il nostro “Giovanni Cervo” era conosciuto e molto apprezzato nel mondo degli agricoltori locali e mondiali grazie ai suoi mezzi di sicuro ed ottimo utilizzo.
Il secondo marchio è già presente da mesi nelle vetrine dei negozi italiani e presente in varie pubblicità su carta patinata come Class, Capital, Gentlman. A differenza del primo sopraelencato (J.D.) questo marchio nasce dall’umiltà dei pescatori ma di umile nelle vendite al dettaglio non ha nulla. I prezzi non sono alti come Fiat ma galleggiano sopra la media.
E adesso cosa accadrà???
Vedremo passeggiare per strada persone con felpe e t-shirt della Ricambistica Estense, Mulino Bianco, Landini o Same, Frantoio Nardelli o Cereali Ciminelli.
PS.
Mi scuso con Vespa Italia e Lambretta per non aver citato i vostri marchi, e mi limito a dare un consiglio a chi volesse spendere 20 € per comprare un Trucker Hat della John Deere, siete pazzi fate come me.
Andate in un negozio di trattori o alla confagricoltori e lì ve li regalano, tanto non sanno che farci!!!

Gran cosa…difficilmente avrei immaginato ciò. Ma un po’c'era da aspettarselo.
Per sentirci tutti un po’più contadini.
è arrivato il momento clou…va’ a zappa’
la moda è una grande cosa e serve anche a sentirsi a proprio agio. perciò non dobbiamo criticarare ci sembra strano e dobbiamo capire che è il suo modo di esprimersi. la moda mi piace perchè ci fa sentire apprezzati.
ciao a tutti, io sono una ragazza che nella vita oltre a studiare è un’agricoltore… ebbene sì girando su google mi è capitata proprio questa page… il marchio del trattori che ho io è anche abbigliamento… per voi cittadini, senza offesa, è una novità, ma per noi dell’agricoltura non è una novità. a casa non per niente ci sono cappelli, magli, pantaloni e cose di lavoro marchiate John Deere. per chi dice che sono cose che vedono persone non molto ricche… bè non ne sarei così tanto sicura!
ciau!